tracina
NOME SCIENTIFICO: Trachiuns draco (Linnaeus, 1758); Trachiuns araneus (Cuvier, 1829); Trachinus vipera (Cuvier, 1829) Trachinus radiatus (Cuvier, 1829).
FAMIGLIA: Trachinidae
ORDINE: Perciformes
DESCRIZIONE: la tracina è un pesce dal corpo allungato e compresso lateralmente; la mandibola è prominente, gli occhi sono ravvicinati tra loro e spostati verso l’alto.
L’opercolo è fornito di una robusta e lunga spina velenifera. Possiede due spine dorsali: la prima, più piccola, è nera e fornita di 6 raggi spinosi veleniferi; la seconda è molto più lunga, quasi quanto la pinna ventrale.
Il dorso è bruno-verdastro, i fianchi sono bianco giallognoli e presenta numerose linee oblique brune, nere alternate con altre blu e gialle sottili; il ventre è biancastro.
Può raggiungere i 40 cm di lunghezza e i 700-800 grammi di peso; più di frequente è sui 20-25 cm.
La riproduzione avviene in primavera-estate e la maturità sessuale è raggiunta dopo i primi tre anni di età.
La tracina drago si nutre di piccoli invertebrati, soprattutto crostacei, e di piccoli pesci.
Esistono altre tre specie di tracine, 2 di dimensioni leggermente maggiori, dotate ugualmente di spine velenose: la tracina raggiata (Tracinus radiatus) con due creste ossee sul capo, e la tracina ragno (Trachinus araneus) priva di questo carattere (come la specie in questione) con delle macchie scure sui fianchi.
Una specie conosciuta a molti è la tracina vipera (Echiichthys vipera), giallastra e di piccole dimensioni, al massimo 15 cm, senza spinette sul capo, che si trova spesso in fondi sabbiosi litorali e costieri poco profondi e che provoca ai bagnanti punture dolorose inaspettate.
HABITAT: la tracina vive su fondali sabbiosi o ghiaiosi lungo la costa fino a 300 m di profondità; più comune da 5 a 10 m in estate, mentre in inverno migra in acque più profonde.
Rimane quasi sempre infossata, lasciando sporgere soltanto gli occhi e la prima pinna dorsale, in attesa di gamberi e piccoli pesci, che afferra scattando fulmineamente in avanti con forti colpi di coda; subito dopo si insabbia nuovamente.
La prima pinna dorsale nera è spesso rivolta in alto, probabilmente per scoraggiare i possibili aggressori.È molto diffusa lungo tutte le coste italiane, in particolare in Alto Adriatico; oltre al Mediterraneo, è comune in Mar Nero, e in Oceano Atlantico.
VALORE ECONOMICO: di non grande interesse, saltuariamente presente sui mercati; commercializzata per lo più fresca.




