cernia
NOME SCIENTIFICO: Epinephelus XXX (vi sono, cioè, decine di specie)
FAMIGLIA: Serranidae
SOTTOFAMIGLIA: Epinephelinae
ORDINE: Perciformes
Il nome cernia è usato di solito per indicare gli appartenenti a due generi di pesci: Epinephelus e Mycteroperca. Oltre a questi però, vi sono anche specie più piccole (appartenenti ai generi Anyperidon, Cromileptes, Dermatolepis, Plectropomus, Gracila, Saloptia e Triso). Questi generi vengono tutti classificati nella sottofamiglia Epinephelinae.
DESCRIZIONE: le cernie sono pesci teleostei, e possiedono un tipico corpo compatto e una grande bocca. Non sono costruiti per il nuoto veloce sulle lunghe distanze, e le loro dimensioni possono facilmente superare il metro di lunghezza e i cento chilogrammi di peso, anche se all'interno di un così gran numero di specie queste misure possono variare considerevolmente. Le cernie preferiscono inghiottire la preda piuttosto che morderla e farla a pezzi; non possiedono molti denti al limitare delle mascelle, ma hanno invece, all'interno della faringe, pesanti placche dentarie adatte a rompere e triturare. Di solito le cernie si nutrono di pesci, polpi, granchi e gamberi. Si appostano in attesa di colpire, piuttosto che cacciare in acque aperte.
TAGLIA MASSIMA: oltre 150 cm.
COLORAZIONE: grigio - verdastra, bruno - rossastra, talvolta con bande oblique trasversali più chiare; presenza di 2 - 3 caratteristiche strisce biancastre sui lati del capo, che si dipartono dall’occhio e talvolta dall’angolo della bocca, solcando l’opercolo ed il preopercolo.
DISTRIBUZIONE: Mediterraneo: specie piuttosto comune, anche se ridotta dalla caccia mirata.
VALORE COMMERCIALE: specie di buon interesse sui mercati dell’area mediterranea; commercializzata fresca, congelata o affumicata.




